Oggigiorno assistiamo sempre più al diffondersi di patologie vertebrali. Queste patologie possono derivare da alterazioni strutturali acquisite o congenite della colonna vertebrale e molto spesso sono funzionali, legate all’alterazione dell’equilibrio posturale del rachide stesso. Le più comuni hanno un'origine meccanica dove i nuovi stili di vita hanno un ruolo importante. Il metodo McKenzie nasce intorno agli anni '80 dalle osservazioni e dagli studi del fisioterapista neozelandese Robin McKenzie. Tale metodo si avvale di una attenta valutazione meccanica del dolore da effettuare con una specifica scheda di valutazione e della partecipazione attiva del paziente. In questo ambito McKenzie individua tre sindromi ognuna caratterizzata da un diverso andamento del dolore. Ogni sindrome richiede l’impiego di esercizi specifici e l’eventuale uso di procedure (mobilizzazione, manipolazione, trazione manuale) applicate dal terapista, ma tutte prevedono anche l’educazione del paziente ad acquisire una corretta igiene posturale. Se il problema è identificabile con una delle tre sindromi, abbiamo buone possibilità della sua efficacia; se al contrario il dolore non è di origine vertebrale o non riferibile alle tre sindromi la valutazione può indirizzarci verso altre soluzioni.

 

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