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	<title>Sport Clinic</title>
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	<description>Dal 1990 al fianco dei pazienti. Medici sempre aggiornati. Attivi dal 1990. Centro convenzionato. Servizi: Centro convenzionato, Riabilitazione in acqua, attivi dal 1990.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 19 Feb 2026 10:34:01 +0000</lastBuildDate>
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		<title>I falsi miti sul pavimento pelvico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniel Vittori]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Aug 2025 09:56:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[pavimento pelvico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La riabilitazione pediatrica è un insieme di interventi terapeutici mirati a favorire lo sviluppo motorio, posturale e funzionale nei bambini, soprattutto dopo traumi, infortuni sportivi o in presenza di patologie congenite.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sportclinic.it/falsi-miti-pavimento-pelvico/">I falsi miti sul pavimento pelvico</a> proviene da <a href="https://www.sportclinic.it">Sport Clinic</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a href="https://www.sportclinic.it/pavimento-pelvico-valutazione-fisioterapia/"><strong>pavimento pelvico </strong></a>è un insieme di muscoli e tessuti connettivi posto alla base del bacino, fondamentale per il controllo urinario, la funzione sessuale e il sostegno degli organi pelvici e lo svuotamento.<br />
Tuttavia, intorno a questa struttura si sono diffuse numerose idee errate, spesso trasmesse per tradizione o da fonti non qualificate.<br />
In questo articolo, rivolto a un pubblico di non esperti, sfateremo tre dei più comuni falsi miti e forniremo informazioni affidabili per conoscere meglio il proprio corpo.</p>
<h2 id="e-normale-perdere-un-po-di-pipi-dopo-il-parto">È normale perdere un po’ di pipì dopo il parto</h2>
<p><strong>Perché è un mito</strong></p>
<p>Molte neomamme accettano l’incontinenza urinaria come conseguenza inevitabile della gravidanza e del parto.<br />
In realtà, una lieve perdita di urine non è un esito fisiologico obbligato, ma il sintomo di un indebolimento o di un deficit temporaneo dei muscoli del pavimento pelvico.</p>
<p><strong>La verità</strong></p>
<ul>
<li>Durante la gravidanza e il parto i muscoli pelvici subiscono allungamenti significativi; se non adeguatamente rafforzati, possono perdere tono e capacità di contenimento.</li>
<li>L’incontinenza da stress (piccole perdite sotto sforzo, starnuto o risata) è frequente nel post-parto, ma non deve diventare “la nuova normalità”.</li>
<li>Con un piano di <strong>esercizi specifici</strong> – come il Pelvic Floor Muscle Training, l’allenamento del pavimento pelvico in assistenza di un fisioterapista specializzato – la maggior parte delle donne ritrova un controllo ottimale entro pochi mesi.</li>
</ul>
<p><strong>Cosa fare</strong></p>
<ul>
<li><strong>Valutazione precoce</strong> del pavimento pelvico a partire dalle prime settimane dopo il parto.</li>
<li><strong>Piano di riabilitazione</strong> personalizzato con esercizi di contrazione isometrica e di resistenza progressiva.</li>
<li><strong>Controllo periodico</strong> per adattare gli esercizi alle attività di vita quotidiana o allo sport, e capire come proseguire.</li>
</ul>
<h2 id="il-dolore-durante-i-rapporti-devo-solo-resistere">Il dolore durante i rapporti? Devo solo resistere</h2>
<p><strong>Perché è un mito</strong></p>
<p>Il dolore (dispareunia) è spesso considerato un disturbo passeggero o un effetto collaterale inevitabile di stress, cambiamenti ormonali o traumi del parto.<br />
Molte donne pensano di dover “tollerare” il disagio o di migliorare spontaneamente con il tempo.</p>
<p><strong>La verità</strong></p>
<ul>
<li>La <strong>disfunzione del pavimento pelvico</strong> può causare dolore e paura durante la penetrazione.</li>
<li>Dolore e contrazione riflessa dei muscoli pelvici creano un circolo vizioso: maggiore dolore → maggiore guardia muscolare → dolore più intenso.</li>
<li>Il <strong>fisioterapista pelvico</strong> è in grado di identificare la disfunzione e il tipo di fenotipo di dolore in atto, lavorare su tecniche di adattamento fisiologico muscolare e insegnare strategie per esporsi prima alla sessualità e poi ai rapporti penetrativi.</li>
</ul>
<p><strong>Cosa fare</strong></p>
<ul>
<li><strong>Non ignorare il sintomo</strong>: il dolore è un segnale di allarme, non un destino ineluttabile.</li>
<li><strong>Consultare un esperto</strong> in riabilitazione pelvica per una valutazione dettagliata.</li>
<li><strong>Integrare tecniche di rilassamento</strong><br />
(respirazione diaframmatica, esercizi di mobilità lombo-pelvici) nella routine quotidiana.</li>
</ul>
<h2 id="le-vampate-notturne-in-menopausa-sono-inevitabili">Le vampate notturne in menopausa sono inevitabili</h2>
<p><strong>Perché è un mito</strong></p>
<p>Si pensa che le vampate di calore notturne e il sudore eccessivo siano un sintomo irremovibile della carenza ormonale, indipendenti da qualsiasi intervento non farmacologico.</p>
<p><strong>La verità</strong></p>
<ul>
<li>Le <strong>vampate</strong> dipendono principalmente dal calo degli estrogeni, ma fattori come lo stress e lo stile di vita possono influire sulla loro frequenza e intensità.</li>
<li>Attraverso la <strong>fisioterapia specializzata in riabilitazione del pavimento pelvico</strong> e gli esercizi mirati nel distretto lombo-pelvico, molte donne riferiscono un miglioramento della qualità del sonno grazie all’esercizio generalizzato e mirato e una riduzione dei risvegli notturni legati al calore.</li>
</ul>
<p><strong>Cosa fare</strong></p>
<ul>
<li><strong>Adottare tecniche di rilassamento</strong><br />
(biofeedback respiratorio, rilassamento muscolare progressivo) prima di coricarsi.</li>
<li><strong>Mantenere un pavimento pelvico efficiente</strong> con esercizi adattati.</li>
<li><strong>Valutare stile di vita e alimentazione</strong>:<br />
idratazione, riduzione di caffeina e alcol e abbigliamento leggero favoriscono il comfort termico.</li>
</ul>
<h3 id="conclusioni">Conclusioni</h3>
<p>Il <strong>pavimento pelvico</strong> è una componente essenziale della salute femminile in tutte le fasi della vita — dal post-parto alla menopausa.<br />
Conoscere i <strong>falsi miti</strong> e affidarsi a un <strong>percorso di riabilitazione</strong> mirato permette di:</p>
<ul>
<li>Prevenire e risolvere l’incontinenza urinaria</li>
<li>Eliminare il dolore durante i rapporti</li>
<li>Migliorare la qualità del sonno e ridurre le vampate notturne</li>
</ul>
<p>Se sospetti di avere disturbi del pavimento pelvico, non esitare a consultare un fisioterapista specializzato:<br />
saprà valutare il tuo caso, proporre un programma di esercizi personalizzato e guidarti verso un recupero efficace e duraturo.</p>
<p>Presso <a href="https://www.sportclinic.it/">SPORT CLINIC</a> offriamo:</p>
<ul>
<li>✅ Consulenze specialistiche fisioterapiche</li>
<li>✅ Programmi di esercizi su misura</li>
<li>✅ Trattamenti avanzati</li>
</ul>
<p>📍 <a href="https://www.sportclinic.it/contatti/">Prenota</a> la tua visita e torna a camminare con serenità.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Riabilitazione Pediatrica: Sviluppo Motorio e Recupero Post-Trauma</title>
		<link>https://www.sportclinic.it/riabilitazione-pediatrica-sviluppo-recupero/</link>
					<comments>https://www.sportclinic.it/riabilitazione-pediatrica-sviluppo-recupero/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniel Vittori]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Aug 2025 13:26:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La riabilitazione pediatrica è un insieme di interventi terapeutici mirati a favorire lo sviluppo motorio, posturale e funzionale nei bambini, soprattutto dopo traumi, infortuni sportivi o in presenza di patologie congenite.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sportclinic.it/riabilitazione-pediatrica-sviluppo-recupero/">Riabilitazione Pediatrica: Sviluppo Motorio e Recupero Post-Trauma</a> proviene da <a href="https://www.sportclinic.it">Sport Clinic</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">La </span><a href="https://www.sportclinic.it/riabilitazione-pediatrica/"><b>riabilitazione pediatrica</b></a><span style="font-weight: 400;"> è un insieme di interventi terapeutici mirati a favorire lo sviluppo motorio, posturale e funzionale nei bambini, soprattutto dopo traumi, infortuni sportivi o in presenza di patologie congenite. Un percorso tempestivo e personalizzato permette di intervenire sui deficit motori, prevenire complicanze future e favorire la partecipazione attiva del piccolo paziente e della sua famiglia.</span> <!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="perche-e-importante-intervenire-precocemente">Perché è importante intervenire precocemente</h2>
<ul>
<li><b>Plasticità neuromotoria</b><span style="font-weight: 400;">: nei primi anni di vita il sistema nervoso e muscolo-scheletrico del bambino risponde in modo più rapido agli stimoli, rendendo la riabilitazione più efficace..</span></li>
<li><b>Benessere psicologico</b><span style="font-weight: 400;">: il recupero funzionale supporta l’autostima del bambino, favorendo l’autonomia e la partecipazione alle attività quotidiane e ludiche.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Intervenire al comparire dei primi segni di difficoltà (dolore, zoppia, instabilità) consente di ridurre tempi di trattamento e di ottenere risultati duraturi.</span> <!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="il-nostro-approccio-terapeutico">Il nostro approccio terapeutico</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Il percorso di riabilitazione inizia con una </span><b>valutazione multidimensionale</b><span style="font-weight: 400;">:</span></p>
<p><b>1- Anamnesi e raccolta dati</b></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Storia clinica, tipologia di infortunio o patologia, livello di attività fisica.</span></li>
</ul>
<p><b>2- Esame obiettivo</b></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Valutazione dei movimenti attivi, valutazione dell’articolarità, test di forza e coordinazione.</span></li>
</ul>
<p><b>3- Definizione degli obiettivi</b></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Risultati misurabili (ad esempio ripristino di un’ampiezza di movimento, recupero del cammino senza zoppia).</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Sulla base di questa valutazione, viene elaborato un </span><b>piano di trattamento personalizzato</b><span style="font-weight: 400;">, che integra:</span></p>
<ul>
<li><b>Esercizi terapeutici</b><span style="font-weight: 400;">: esercizi di mobilità, rinforzo muscolare e propriocettivi.</span></li>
<li><b>Attività ludico-motorie</b><span style="font-weight: 400;">: giochi strutturati per favorire la motivazione e l’adesione del bambino.</span></li>
<li><b>Comunicazione/educazione</b><span style="font-weight: 400;">: indicazioni per il bambino e per i genitori. </span></li>
<li><b>Supporti e ausili</b><span style="font-weight: 400;">: plantari, tutori o ortesi in caso di necessità di correzione strutturale.</span></li>
</ul>
<p> <!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="fasi-del-percorso-riabilitativo">Fasi del percorso riabilitativo</h2>
<p><b>Fase acuta</b></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Obiettivo: riduzione del dolore e del gonfiore, tutela dei tessuti.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Strumenti: crioterapia, terapia manuale, esercizi blandi sintomo guidati.</span></li>
</ul>
<p><b>Fase di recupero articolare</b></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Obiettivo: ripristino dell’escursione articolare e della propriocezione.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Strumenti: mobilizzazioni passive e attive, esercizi su tavolette oscillanti.</span></li>
</ul>
<p><b>Fase di rinforzo muscolare</b></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Obiettivo: miglioramento della forza e dell’endurance muscolare.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Strumenti: esercizi con elastici, esercizi con carichi progressivi.</span></li>
</ul>
<p><b>Fase funzionale</b></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Obiettivo: integrazione dei pattern motori in compiti complessi (cammino, corsa, attività sportive).</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Strumenti: esercizi di agilità, percorsi a ostacoli, giochi sport-specifici.</span></li>
</ul>
<p><b>Follow-up e mantenimento</b></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Obiettivo: consolidamento dei risultati e prevenzione di recidive.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Strumenti: programma di esercizi da svolgere a casa e monitoraggio periodico.</span></li>
</ul>
<p> <!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="esempi-di-esercizi-e-attivita">Esempi di esercizi e attività</h2>
<ul>
<li><b>Deambulazione su superfici diverse</b><span style="font-weight: 400;"> (tappeto, sabbia, erba). </span></li>
<li><b>Equilibrio su un piede solo</b><span style="font-weight: 400;"> con supporto ludico (lancio di palline).</span></li>
<li><b>Squat e affondi</b><span style="font-weight: 400;"> per rinforzare muscoli di arti inferiori e core.</span></li>
<li><b>Esercizi in acqua</b><span style="font-weight: 400;"> per alleggerire il carico e migliorare l’articolarità in ambiente protetto.</span></li>
<li><b>Giochi con ostacoli</b><span style="font-weight: 400;"> per favorire il controllo motorio e la coordinazione occhio-piede.</span></li>
</ul>
<p> <!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="il-ruolo-della-famiglia">Il ruolo della famiglia</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Il coinvolgimento di genitori e caregiver è essenziale:</span></p>
<ul>
<li><b>Supporto emotivo</b><span style="font-weight: 400;">: incoraggiamento costante e celebrazione dei progressi.</span></li>
<li><b>Collaborazione nel programma a casa</b><span style="font-weight: 400;">: esecuzione quotidiana di semplici esercizi prescritti dal fisioterapista.</span></li>
<li><b>Osservazione e feedback</b><span style="font-weight: 400;">: segnalazione di eventuali difficoltà o variazioni nel comportamento motorio del bambino.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Una sinergia positiva tra terapista, bambino e famiglia accelera il percorso di recupero e favorisce l’autonomia nel lungo periodo.</span> <!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="benefici-attesi-e-prospettive-future">Benefici attesi e prospettive future</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Un intervento tempestivo e mirato può:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Ridurre significativamente i tempi di guarigione</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Ripristinare un’andatura armonica e senza dolore</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Prevenire l’insorgenza di disturbi persistenti e recidive</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Favorire la fiducia del bambino nelle proprie capacità motorie</span></li>
</ul>
<p> <!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="conclusioni">Conclusioni</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">La </span><b>riabilitazione pediatrica</b><span style="font-weight: 400;"> richiede un approccio multidisciplinare, centrato sul bambino e sulla famiglia, che tenga conto delle esigenze emotive e motorie tipiche dell’età evolutiva. Un percorso strutturato in fasi, supportato da esercizi specifici e da un forte coinvolgimento genitoriale, garantisce risultati duraturi e un pieno recupero funzionale.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Se il tuo bambino ha subito un trauma o presenta difficoltà motorie, affidati a un centro specializzato: un intervento precoce può fare la differenza nel suo sviluppo futuro.</span><span style="font-weight: 400;">Hai bisogno di una valutazione personalizzata?</span><span style="font-weight: 400;"><br />
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<p><span style="font-weight: 400;">📍</span><span style="font-weight: 400;"><a href="https://www.sportclinic.it/contatti/"> Prenota</a> la tua visita e torna a camminare con serenità.</span> <!-- end column --> <!-- end row --></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Recupero da un Infortunio: Metodo Peace &#038; Love per una Riabilitazione Efficace</title>
		<link>https://www.sportclinic.it/recupero-infortunio-peace-love/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniel Vittori]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2025 09:45:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportclinic.it/?p=6001</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il metodo “Peace &#038; Love” si basa su principi validati dalla ricerca scientifica valorizzando tanto l’aspetto fisico quanto quello psicologico del recupero.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sportclinic.it/recupero-infortunio-peace-love/">Recupero da un Infortunio: Metodo Peace &#038; Love per una Riabilitazione Efficace</a> proviene da <a href="https://www.sportclinic.it">Sport Clinic</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Affrontare un infortunio può essere fonte di preoccupazione e incertezza: dolore, limitazioni nei movimenti e tempi di guarigione variabili mettono alla prova la pazienza e la motivazione di chiunque. Il </span><b>metodo “Peace &amp; Love”</b><span style="font-weight: 400;"> offre un percorso strutturato in due fasi complementari per favorire un recupero sicuro, graduale ed efficace. In questo articolo spiegheremo nei dettagli ciascun passaggio del metodo, rivolgendoci a un pubblico di non esperti che desidera comprendere le basi della riabilitazione post-infortunio.</span> <!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="cose-il-metodo-peace-love">Cos’è il metodo “Peace &amp; Love”</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Il nome racchiude due parole chiave:</span></p>
<ul>
<li aria-level="1"><b>PEACE</b><span style="font-weight: 400;">, per le fasi iniziali di protezione e cura della lesione</span></li>
</ul>
<ul>
<li aria-level="1"><b>LOVE</b><span style="font-weight: 400;">, per il ritorno al movimento e al benessere fisico e psicologico</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Ogni lettera di PEACE e LOVE corrisponde a un principio guida. Scopriamo insieme come funziona questo approccio.</span> <!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="peace-le-fasi-di-protezione-e-recupero-precoce">PEACE: le fasi di protezione e recupero precoce</h2>
<p><iframe title="Recupero da un Infortunio: Metodo Peace &amp; Love per una Riabilitazione Efficace" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/rfD6fnHplMA?feature=oembed&#038;enablejsapi=1&#038;origin=https://sportclinic.formabilitycpp.com"  allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La fase PEACE è dedicata alla gestione immediata dell’infortunio, nei primi giorni successivi all’evento traumatico.</span></p>
<ol>
<li><b> Protection (Protezione)</b></li>
</ol>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Cosa significa:</b><span style="font-weight: 400;"> ridurre il carico all’ arto infortunato rispettando i sintomi.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Come applicarlo:</b>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Ad esempio tramite l&#8217; utilizzo di stampelle, quando indicato dal professionista.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Riposo relativo: evitare esercizi ad alto impatto, ma continuare a tenersi in movimento per quanto tollerato.</span></li>
</ul>
</li>
</ul>
<p><!-- end column --> <!-- end column --> <!-- end row --></p>
<ol start="2">
<li><b> Elevation (Elevazione)</b></li>
</ol>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Cosa significa:</b><span style="font-weight: 400;"> mantenere l’arto infortunato più in alto rispetto al cuore.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Come applicarlo:</b>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Sdraiarsi con il supporto di cuscini sotto l’arto.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Favorire il drenaggio dei liquidi e ridurre gonfiore ed edema.</span></li>
</ul>
</li>
</ul>
<ol start="3">
<li><b> Avoid anti-inflammatories (Evitare gli anti-infiammatori)</b></li>
</ol>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Cosa significa:</b><span style="font-weight: 400;"> limitare o sospendere farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS).</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Perché:</b><span style="font-weight: 400;"> l’infiammazione è un processo naturale di riparazione tissutale; ridurla eccessivamente potrebbe rallentare o ridurre la qualità della ricostruzione dei tessuti.</span></li>
</ul>
<ol start="4">
<li><b> Compression (Compressione)</b></li>
</ol>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Cosa significa:</b><span style="font-weight: 400;"> applicare una leggera pressione esterna sull’area lesa.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Come applicarlo:</b>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Bendaggi elastici o calze a compressione graduata.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Migliora il ritorno venoso e aiuta a tenere sotto controllo il gonfiore.</span></li>
</ul>
</li>
</ul>
<ol start="5">
<li><b> Education (Educazione)</b></li>
</ol>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Cosa significa:</b><span style="font-weight: 400;"> informarsi e comprendere l’infortunio, i tempi e le modalità di guarigione.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Come applicarlo:</b>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Seguire le indicazioni di fisioterapisti, medici e specialisti.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Evitare pratiche fai-da-te o riprese troppo affrettate dell’attività fisica.</span></li>
</ul>
</li>
</ul>
<p><!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="love-le-fasi-di-ritorno-al-movimento-e-alla-performance">LOVE: le fasi di ritorno al movimento e alla performance</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Una volta gestita la fase acuta, si passa al programma LOVE, che favorisce il recupero funzionale e il ritorno alle normali attività.</span></p>
<ol>
<li><b> Load (Carico)</b></li>
</ol>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Cosa significa:</b><span style="font-weight: 400;"> introdurre progressivamente il carico sull’area lesa.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Come applicarlo:</b>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Iniziare con carichi leggeri per poi aumentare gradualmente secondo la tolleranza al dolore.</span></li>
</ul>
</li>
</ul>
<ol start="2">
<li><b> Optimism (Ottimismo)</b></li>
</ol>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Cosa significa:</b><span style="font-weight: 400;"> mantenere un atteggiamento positivo e motivato.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Perché è importante:</b><span style="font-weight: 400;"> lo stato d’animo influisce sulla percezione del dolore e sui risultati della riabilitazione.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Come applicarlo:</b>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Fissare obiettivi realistici e monitorare i progressi.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Celebrare anche i piccoli miglioramenti quotidiani.</span></li>
</ul>
</li>
</ul>
<ol start="3">
<li><b> Vascularisation (Vascolarizzazione)</b></li>
</ol>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Cosa significa:</b><span style="font-weight: 400;"> stimolare il flusso sanguigno per favorire l’apporto di ossigeno e nutrienti.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Come applicarlo:</b>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Esercizi attivi.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Attività aerobiche (bicicletta, cammino veloce) compatibilmente con il tipo di infortunio.</span></li>
</ul>
</li>
</ul>
<ol start="4">
<li><b> Exercise (Esercizio)</b></li>
</ol>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Cosa significa:</b><span style="font-weight: 400;"> eseguire esercizi di rinforzo e propriocezione.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Come applicarlo:</b>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Protocollo graduale: carico progressivo fino ad arrivare ad esercizi sport specifici.</span></li>
</ul>
</li>
</ul>
<p><!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="integrare-il-metodo-peace-love-nel-percorso-riabilitativo">Integrare il metodo “Peace &amp; Love” nel percorso riabilitativo</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Per ottenere il massimo dal metodo, è fondamentale:</span></p>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Affidarsi a un professionista:</b><span style="font-weight: 400;"> Il fisioterapista identificherà tempi e modalità più adatti.</span></li>
</ul>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Adattare il programma:</b><span style="font-weight: 400;"> ogni infortunio è diverso; è necessario modulare protezione e carico in base alla fase di guarigione.</span></li>
<li aria-level="1"><b>Mantenere la costanza:</b><span style="font-weight: 400;"> dedicare tempo quotidiano agli esercizi e alle strategie di gestione dell’infortunio.</span></li>
</ul>
<p><!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="conclusioni">Conclusioni</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Il metodo </span><b>“Peace &amp; Love”</b><span style="font-weight: 400;"> si basa su principi validati dalla ricerca scientifica valorizzando tanto l’aspetto fisico quanto quello psicologico del recupero. Grazie a:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>PEACE</b><span style="font-weight: 400;">, proteggerai e curerai l’infortunio nei primi giorni</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>LOVE</b><span style="font-weight: 400;">, guiderai il ritorno al movimento in modo graduale e motivato</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">potrai ridurre tempi di guarigione, migliorare la funzionalità e prevenire recidive. Segui il tuo professionista di fiducia e affronta il percorso di riabilitazione con sicurezza e determinazione. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Buona guarigione!</span><span style="font-weight: 400;">Hai bisogno di una valutazione personalizzata?</span><span style="font-weight: 400;"><br />
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			</item>
		<item>
		<title>Pilates: quali sono i benefici</title>
		<link>https://www.sportclinic.it/pilates-benefici/</link>
					<comments>https://www.sportclinic.it/pilates-benefici/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniel Vittori]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jul 2025 09:47:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportclinic.it/?p=5995</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Pilates è un metodo di allenamento che pone l’accento sulla qualità dei movimenti anziché sulla loro quantità. Ogni esercizio viene eseguito con respirazione controllata, concentrazione e precisione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sportclinic.it/pilates-benefici/">Pilates: quali sono i benefici</a> proviene da <a href="https://www.sportclinic.it">Sport Clinic</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Il </span><b>Pilates</b><span style="font-weight: 400;"> è un metodo di allenamento che pone l’accento sulla qualità dei movimenti anziché sulla loro quantità. Ogni esercizio viene eseguito con </span><b>respirazione controllata</b><span style="font-weight: 400;">, </span><b>concentrazione</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>precisione</b><span style="font-weight: 400;">, per offrire benefici che coinvolgono tutto il corpo e la mente.</span> <!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="cose-il-pilates">Cos’è il Pilates?</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Ideato da Joseph Pilates nei primi decenni del Novecento, il Pilates è una disciplina basata su:</span></p>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Controllo del movimento</b></li>
</ul>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Respirazione sincronizzata</b></li>
</ul>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Forza del “centro” (core)</b></li>
</ul>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Precisione e attenzione ai dettagli</b></li>
</ul>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Fluidità e continuità delle sequenze</b></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">L’obiettivo è creare un equilibrio tra forza e flessibilità e promuovere il benessere globale, intervenendo in modo specifico sulla muscolatura – in particolare sul trasverso dell’addome, sui muscoli lombari e sul pavimento pelvico.</span> <!-- end column --> <!-- end row --></p>
<p><iframe loading="lazy" title="Il pilates e i benefici per il corpo" width="1080" height="810" src="https://www.youtube.com/embed/eHrroNphEvA?feature=oembed&#038;enablejsapi=1&#038;origin=https://sportclinic.formabilitycpp.com"  allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<h2 id="principi-fondamentali">Principi fondamentali</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Per comprendere come funzionano gli esercizi, è utile conoscere i sei principi fondamentali del Pilates:</span></p>
<h4><b>Concentrazione</b></h4>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Ogni movimento richiede attenzione costante per eseguire la tecnica correttamente.</span></li>
</ul>
<h4><b>Centralizzazione (Powerhouse)</b></h4>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Il “centro” del corpo (muscoli addominali, lombari, glutei e pavimento pelvico) è la fonte di forza per tutti gli esercizi.</span></li>
</ul>
<p><!-- end column --> <!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h4><b>Controllo</b></h4>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Non esistono movimenti rapidi o incontrollati: ogni gesto è studiato per essere eseguito con precisione.</span></li>
</ul>
<h4><b>Fluidità</b></h4>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Le transizioni fra gli esercizi sono morbide e continue, senza pause o scatti bruschi.</span></li>
</ul>
<h4><b>Precisione</b></h4>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">È preferibile eseguire poche ripetizioni correttamente piuttosto che molte in modo impreciso.</span></li>
</ul>
<h4><b>Respirazione</b></h4>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Inspirazione ed espirazione sono coordinate con il movimento. </span></li>
</ul>
<p><!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="benefici-principali">Benefici principali</h2>
<ol>
<li><b> Rafforzamento del “core”</b></li>
</ol>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Migliora la stabilità del tronco.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Riduce il rischio di sviluppare sintomi.</span></li>
</ul>
<ol start="2">
<li><b> Aumento della flessibilità</b></li>
</ol>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Allunga in modo equilibrato i tessuti molli (muscoli, fasce connettivali…)</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Favorisce un’ampia escursione articolare, utile nella vita quotidiana e in altre attività sportive.</span></li>
</ul>
<ol start="4">
<li><b> Miglioramento della coordinazione e dell’equilibrio</b></li>
</ol>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Adattamento propriocettivo.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Riduce il rischio di cadute e infortuni, soprattutto con l’avanzare dell’età.</span></li>
</ul>
<ol start="5">
<li><b> Supporto al sistema respiratorio</b></li>
</ol>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">La respirazione diaframmatica potenzia l’efficienza polmonare.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Contribuisce al rilassamento e alla riduzione dello stress.</span></li>
</ul>
<ol start="6">
<li><b> Prevenzione e recupero infortuni</b></li>
</ol>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Rinforza le zone più deboli. </span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Favorisce il recupero funzionale, in seguito a un percorso di fisioterapia.</span></li>
</ul>
<ol start="7">
<li><b> Benessere mentale</b></li>
</ol>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">La focalizzazione sul corpo e sul respiro agisce come forma di meditazione in movimento.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Migliora la concentrazione e riduce ansia.</span></li>
</ul>
<p><!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="chi-puo-praticarlo">Chi può praticarlo?</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Pilates si adatta a tutte le fasce di età e a diversi livelli di preparazione fisica:</span></p>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Principianti assoluti</b><span style="font-weight: 400;">: esercizi base a corpo libero o su macchine specifiche (Reformer, Cadillac), con un istruttore qualificato.</span></li>
</ul>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Atleti e sportivi</b><span style="font-weight: 400;">: potenziamento del core e miglioramento dell’efficienza meccanica nel gesto atletico.</span></li>
</ul>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Donne in gravidanza e nel post-parto</b><span style="font-weight: 400;">: adatto per migliorare il tono muscolare e supportare il pavimento pelvico.</span></li>
<li aria-level="1"><b>Anziani</b><span style="font-weight: 400;">: consolidamento dell’equilibrio e della forza muscolare, con carichi modulati e movimenti dolci.</span></li>
</ul>
<p><!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="come-iniziare-consigli-pratici">Come iniziare: consigli pratici</h2>
<p><b>Scegli un centro specializzato</b></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Assicurati che le lezioni siano impartite in piccoli gruppi o individuali, per una maggiore attenzione.</span></li>
</ul>
<p><b>Abbigliamento e attrezzatura</b></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Indossa abiti comodi, che non ostacolino i movimenti.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Pilates si pratica solitamente con calze antiscivolo.</span></li>
</ul>
<p><b>Frequenza</b></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Almeno 2–3 sessioni settimanali per notare miglioramenti concreti in 4–6 settimane.</span></li>
</ul>
<p><b>Ascolta il tuo corpo</b></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Segnala sempre eventuali dolori o fastidi all’istruttore.</span></li>
</ul>
<p><b>Integrazione con altre attività</b></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Il Pilates si sposa bene con jogging, ciclismo, nuoto o pratiche mente-corpo (yoga, Tai Chi).</span></li>
</ul>
<p><!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="conclusioni">Conclusioni</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Il </span><b>Pilates</b><span style="font-weight: 400;"> è un metodo completo, capace di migliorare la </span><b>forza</b><span style="font-weight: 400;">, la </span><b>flessibilità</b><span style="font-weight: 400;">, l’</span><b>equilibrio</b><span style="font-weight: 400;"> e la </span><b>resistenza respiratoria</b><span style="font-weight: 400;">, oltre a offrire un valido supporto nella prevenzione e nel recupero da piccoli e grandi infortuni.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Con un approccio graduale, la guida di un professionista qualificato è possibile sperimentare gli innumerevoli benefici di questa disciplina, integrandola facilmente in uno stile di vita sano e attivo.</span><span style="font-weight: 400;">Hai bisogno di una valutazione personalizzata?</span><span style="font-weight: 400;"><br />
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<p><span style="font-weight: 400;">📍</span><span style="font-weight: 400;"><a href="https://www.sportclinic.it/contatti/"> Prenota</a> la tua visita e torna a camminare con serenità.</span> <!-- end column --> <!-- end row --></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Diastasi dei retti, sintomi e fisioterapia</title>
		<link>https://www.sportclinic.it/diastasi-retti-sintomi-fisioterapia/</link>
					<comments>https://www.sportclinic.it/diastasi-retti-sintomi-fisioterapia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniel Vittori]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jun 2025 09:02:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportclinic.it/?p=5990</guid>

					<description><![CDATA[<p>Hai partorito da poco, ma hai ancora una pancia abbastanza pronunciata? Potrebbe trattarsi di<br />
diastasi dei retti, una separazione dei muscoli addominali frequente nel post-parto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sportclinic.it/diastasi-retti-sintomi-fisioterapia/">Diastasi dei retti, sintomi e fisioterapia</a> proviene da <a href="https://www.sportclinic.it">Sport Clinic</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Hai partorito da poco, ma hai ancora una pancia abbastanza pronunciata? Potrebbe trattarsi di<br />
diastasi dei retti, una separazione dei muscoli addominali frequente nel post-parto. In questo<br />
articolo, pensato per chi non è esperto, scoprirai:<br />
• Che cos’è la diastasi dei retti<br />
• Quali sono sintomi e fattori di rischio<br />
• Come si effettua la diagnosi<br />
• In che modo la fisioterapia può aiutare<br />
• Quali esercizi seguire<br />
• Tempistiche di recupero e consigli pratici. <!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="che-cose-la-diastasi-dei-retti">Che cos’è la diastasi dei retti</h2>
<p>La diastasi dei muscoli retti dell’addome è una separazione lungo la linea alba, la fibra<br />
connettivale che unisce i due muscoli retti (i “six-pack”). Durante la gravidanza, l’aumento di<br />
volume dell’utero e degli ormoni — in particolare la relaxina — favoriscono l’allungamento e<br />
l’assottigliamento della linea alba. Dopo il parto, in alcuni casi i tessuti non tornano<br />
completamente alla loro posizione originaria, causando:<br />
• Una distanza eccessiva (&gt; 2 cm) tra i margini dei muscoli retti<br />
• Una protuberanza o &#8220;pinna&#8221; addominale, soprattutto sotto sforzo.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Diastasi dei retti: sintomi e fisioterapia" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/IBK3JVMDHzM?feature=oembed&#038;enablejsapi=1&#038;origin=https://sportclinic.formabilitycpp.com"  allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p><!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="cause-e-fattori-di-rischio">Cause e fattori di rischio</h2>
<p>La diastasi addominale può colpire fino al 60 % delle neomamme e dipende da più fattori:<br />
1. Gravidanza, con maggiore impatto se multipla o gemellare<br />
2. Grande aumento di peso o crescita rapida della pancia<br />
3. Età materna elevata (&gt; 35 anni)<br />
4. Parti precedenti con breve intervallo di tempo <!-- end column --> <!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="sintomi-e-segni">Sintomi e segni</h2>
<p>Riconoscere la diastasi è il primo passo per intervenire tempestivamente. I sintomi più comuni<br />
includono:</p>
<ul>
<li>“pinna” addominale visibile quando si solleva la testa da supini</li>
<li>Debolezza del “core”, con difficoltà nel passaggi di posizione da sdraiata a seduta e<br />
sensazione di fatica nell&#8217;attivazione addominale su attività in piedi.</li>
<li>Problemi di digestione o gonfiore addominale soprattutto nel post-pranzo vista l&#8217;incompetenza della muscolatura addominale.</li>
</ul>
<p><!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="diagnosi">Diagnosi</h2>
<p>La diagnosi di diastasi dei retti può essere eseguita con:<br />
1. Autovalutazione a casa<br />
◦ Sdraiati supina con le ginocchia flesse.<br />
◦ Solleva leggermente la testa e i talloni.<br />
◦ Palpa con le dita la linea mediana per misurare la distanza fra i muscoli retti.<br />
2. Valutazione specialistica<br />
◦ Fisiatra o fisioterapista specialista in fisioterapia muscoloscheletrica o<br />
specialista in fisioterapia del pavimento pelvico<br />
◦ Misurazione della separazione con centimetro o ecografia, meglio se ecografia<br />
◦ Valutazione generale del movimento e della capacità e qualità dell&#8217;attivazione<br />
addomino pelvica durante le attività della vita quotidiana <!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="il-ruolo-della-fisioterapia">Il ruolo della fisioterapia</h2>
<p>La fisioterapia è il cardine del trattamento conservativo della diastasi. Gli obiettivi principali<br />
sono:<br />
• Rendere più funzionali e competenti i muscoli addomino-pelvici(trasverso dell&#8217;addome,<br />
obliqui, pavimento pelvico, muscoli della schiena)<br />
• Alleviare i sintomi legati alla sensazione di mancanza di forza addominale e quindi<br />
migliorare anche la sensazione digestiva<br />
• Favorire l&#8217;attivazione sinergica di tutta la muscolatura addominale con i retti<br />
dell&#8217;addome<br />
ATTENZIONE! non è obiettivo della fisioterapia ridurre la pancetta, quella migliora man mano<br />
che si risponde agli esercizi di attivazione muscolare. Non misuriamo il progresso in riduzione<br />
dello spazio tra i due muscoli retti <!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="esercizi-specifici">Esercizi specifici</h2>
<p>Di seguito alcuni esercizi indicati, da eseguire sotto la guida di un professionista o dopo aver<br />
appreso la tecnica corretta.<br />
1. Respirazione diaframmatica con attivazione del trasverso</p>
<p>◦ Sdraiati supina, ginocchia flesse.<br />
◦ Inspira gonfiando il ventre, poi espira contraendo la “panciera” addominale,<br />
mantenendo la colonna neutra.<br />
◦ Ripeti 10–15 volte.</p>
<p>2. Tilt pelvico<br />
◦ Supina, piedi a terra.<br />
◦ Inclina il bacino verso l’alto, appiattendo la zona lombare.<br />
◦ Mantieni 5 secondi, rilassa e ripeti 10–12 volte.</p>
<p>3. Sollevamento del braccio opposto-gamba (Bird Dog modificato)<br />
◦ In quadrupedia, attiva il core.<br />
◦ Solleva lentamente un braccio in avanti e la gamba opposta indietro, mantenendo<br />
la linea del tronco stabile.<br />
◦ 8–10 ripetizioni per lato.</p>
<p>4. Contrazione dei retti con palla tra le ginocchia<br />
◦ Supina, palla (o cuscino) tra le ginocchia flesse.<br />
◦ Premi la palla contraendo i muscoli addominali profondi.<br />
◦ Mantieni 5 secondi e rilassa, per 10 ripetizioni.</p>
<p>ATTENZIONE! Questi possono solo essere esercizi per cominciare.<br />
LA valutazione con ecografia è fondamentale soprattutto per la progettazione per percorso<br />
riabilitativo adeguato: ad ognuno il proprio tipo di esercizio che favorisce l&#8217;attivazione funzionale<br />
dei retti dell&#8217;addome.<br />
Non preoccuparti: la letteratura scientifica ci suggerisce anche di eseguire i classici crunch:<br />
bisogna solo introdurli all&#8217;interno del tuo percorso riabilitativo in maniera intelligente. Ecco<br />
perchè hai bisogno di un/una fisioterapista. <!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="tempistiche-di-recupero">Tempistiche di recupero</h2>
<p>Il percorso di recupero è spontaneo entro l&#8217;anno. Consigliamo di riprendere in progressione tutte<br />
le attività che hai interrotto al momento del parto. Se ti sei tenuta attiva in gravidanza(speriamo<br />
di si perchè è fondamentale anche nel pot-parto) riprendi con gradualità quello che hai lasciato.<br />
Se hai necessità di farti seguore da un/una fisioterapista specializzato occorre valutare quale è il<br />
tuo punto di partenza. Ad ogni modo, per rendere un distretto muscolare funzionale, avrai</p>
<p>bisogno di una progressione di esercizi per circa tre mesi. Non esiste un protocollo, è tutto<br />
cucito sulla valutazione iniziale e si progredisce dal più facile al più difficile.<br />
Con costanza e supervisione, è possibile migliorare significativamente la funzione dei retti e,<br />
perchè no, ridurre la pancetta e la distanza dei retti addominali.<br />
Un consiglio spassionato per il post partum: resta attiva! Cammina molto, cammina molto anche<br />
spingendo il passeggino. Non sei fragile, hai solo bisogno di recuperare gradualmente le tue<br />
attività.<br />
Se non sai come fare ti consigliamo di consultare vivamente un/una fisioterapista specializzat*<br />
verso il terzo mese dal post partum per farti guidare verso il recupero migliore e adatto a te.<span style="font-weight: 400;">Hai bisogno di una valutazione personalizzata?</span><span style="font-weight: 400;"><br />
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<p>L'articolo <a href="https://www.sportclinic.it/diastasi-retti-sintomi-fisioterapia/">Diastasi dei retti, sintomi e fisioterapia</a> proviene da <a href="https://www.sportclinic.it">Sport Clinic</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Corsa fa bene o male? Domande e risposte</title>
		<link>https://www.sportclinic.it/corsa-domande-risposte/</link>
					<comments>https://www.sportclinic.it/corsa-domande-risposte/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniel Vittori]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jun 2025 08:55:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportclinic.it/?p=5974</guid>

					<description><![CDATA[<p>Correre è una delle attività più praticate per migliorare la forma fisica, ridurre lo stress e mantenere un buon stato di salute generale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sportclinic.it/corsa-domande-risposte/">Corsa fa bene o male? Domande e risposte</a> proviene da <a href="https://www.sportclinic.it">Sport Clinic</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Correre è una delle attività più praticate per migliorare la forma fisica, ridurre lo stress e mantenere un buon stato di salute generale. Tuttavia, chi si avvicina al running per la prima volta si trova spesso a porsi una serie di dubbi: può causare mal di schiena o problemi alle articolazioni? Quando è opportuno fare stretching? È meglio scegliere il tapis roulant o la corsa all’aperto? E, infine, qual è la tecnica di appoggio del piede più corretta?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questo articolo rispondiamo in modo chiaro e sintetico alle quattro domande più frequenti, rivolgendoci a un pubblico di non esperti che desidera informazioni pratiche per correre in sicurezza.</span> <!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="correre-fa-male-alla-schiena-o-alle-ginocchia">Correre fa male alla schiena o alle ginocchia?</h2>
<p><b>Domanda:</b><span style="font-weight: 400;"> molti pensano che la corsa solleciti eccessivamente la colonna vertebrale e le articolazioni degli arti inferiori. È davvero così?</span></p>
<p><b>Risposta:</b><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Contrariamente alla credenza comune, una pratica di corsa regolare, moderata e ben programmata non solo non danneggia schiena e ginocchia, ma può rinforzare la struttura muscolo-scheletrica:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Dischi intervertebrali più robusti:</b><span style="font-weight: 400;"> l’alternanza di carico e scarico durante la corsa stimola il nutrimento dei dischi, favorendo elasticità e resistenza.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Minore incidenza di artrosi:</b><span style="font-weight: 400;"> studi comparativi fra runner e soggetti sedentari hanno evidenziato una ridotta degenerazione delle cartilagini di ginocchia e anche nei corridori regolari.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Rinforzo muscolare:</b><span style="font-weight: 400;"> i muscoli che sostengono il rachide e le articolazioni dell’anca lavorano in sinergia per stabilizzare il corpo, riducendo il rischio di microtraumi.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">È importante, però, rispettare un programma graduale e non forzare mai su distanze o velocità eccessive, soprattutto nelle fasi iniziali. Un sovraccarico improvviso può provocare infiammazioni e dolori localizzati.</span> <!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="stretching-prima-o-dopo-lallenamento">Stretching: prima o dopo l’allenamento?</h2>
<p><b>Domanda:</b><span style="font-weight: 400;"> quando è il momento migliore per dedicarsi allo stretching statico e dinamico?</span></p>
<p><b>Risposta:</b><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Lo stretching è fondamentale per mantenere flessibilità e mobilità articolare, ma il suo inserimento nella sessione di allenamento deve seguire regole precise:</span> <!-- end column --> <!-- end column --> <!-- end row --></p>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Prima dell’allenamento:</b></li>
</ul>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><i><span style="font-weight: 400;">Stretching dinamico</span></i><span style="font-weight: 400;"> (es. oscillazioni controllate delle gambe, circonduzioni delle braccia) per riscaldare i gruppi muscolari e preparare articolazioni e muscoli all’attività.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><i><span style="font-weight: 400;">Evitare</span></i><span style="font-weight: 400;"> lo stretching statico prolungato, che può ridurre temporaneamente la forza muscolare e rendere meno efficaci i movimenti esplosivi.</span></li>
</ul>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Dopo l’allenamento o a distanza:</b></li>
</ul>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><i><span style="font-weight: 400;">Stretching statico</span></i><span style="font-weight: 400;"> (posizioni mantenute per 20–30 secondi) aiuta a rilassare i muscoli, ripristinare la lunghezza ideale delle fibre e prevenire le rigidità post-allenamento.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Programmare almeno 10–15 minuti di stretching al termine della sessione o in momenti dedicati al recupero attivo.</span></li>
</ul>
</li>
</ul>
<p><iframe loading="lazy" title="Corsa: fa bene o male alla schiena?" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/GS7qu5f0LJg?feature=oembed&#038;enablejsapi=1&#038;origin=https://sportclinic.formabilitycpp.com"  allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p><!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="tapis-roulant-o-corsa-allaperto-quale-scegliere">Tapis roulant o corsa all’aperto: quale scegliere?</h2>
<p><b>Domanda:</b><span style="font-weight: 400;"> è preferibile allenarsi sul tapis roulant o correre su strada (o sentieri naturali)?</span></p>
<p><b>Risposta:</b><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Entrambe le soluzioni presentano vantaggi e svantaggi, perciò la scelta dipende dalle esigenze individuali, dalle condizioni climatiche e dagli obiettivi di allenamento.</span></p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td><b>Caratteristica</b></td>
<td><b>Tapis roulant</b></td>
<td><b>Corsa all’aperto</b></td>
</tr>
<tr>
<td><b>Superficie</b></td>
<td><span style="font-weight: 400;">Costante, ammortizzata, priva di ostacoli</span></td>
<td><span style="font-weight: 400;">Variabile (asfalto, sterrato, erba)</span></td>
</tr>
<tr>
<td><b>Tecnica</b></td>
<td><span style="font-weight: 400;">Tende a uniformare il passo</span></td>
<td><span style="font-weight: 400;">Richiede adattamento continuo al terreno</span></td>
</tr>
<tr>
<td><b>Controllo</b></td>
<td><span style="font-weight: 400;">Regolazione precisa di velocità e inclinazione</span></td>
<td><span style="font-weight: 400;">Più difficile gestire ritmi e pendenza</span></td>
</tr>
<tr>
<td><b>Condizioni meteorologiche</b></td>
<td><span style="font-weight: 400;">Indipendente dal clima</span></td>
<td><span style="font-weight: 400;">Soggetta a pioggia, vento, caldo/freddo</span></td>
</tr>
<tr>
<td><b>Coinvolgimento mentale</b></td>
<td><span style="font-weight: 400;">Può risultare monotono</span></td>
<td><span style="font-weight: 400;">Stimolante e vario, favorisce motivazione</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Consiglio:</b></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Utilizza il </span><b>tapis roulant</b><span style="font-weight: 400;"> per allenamenti regolari quando le condizioni esterne non sono favorevoli o per controllare con precisione ritmo e inclinazione.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Prediligi la </span><b>corsa all’aperto</b><span style="font-weight: 400;"> per abituare il corpo a superfici diverse, migliorare l’equilibrio e godere di benefici psicologici legati al contatto con la natura.</span></li>
</ul>
<p><!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="come-deve-appoggiare-il-piede-durante-la-corsa">Come deve appoggiare il piede durante la corsa?</h2>
<p><b>Domanda:</b><span style="font-weight: 400;"> è meglio atterrare con tallone, mesopiede o avampiede?</span></p>
<p><b>Risposta:</b><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">La tecnica di appoggio è un tema ampiamente dibattuto, ma l’attenzione principale dovrebbe essere rivolta alla </span><b>cadenza</b><span style="font-weight: 400;">(passi al minuto) piuttosto che alla parte del piede:</span></p>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Cadenza di corsa:</b></li>
</ul>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Un ritmo di </span><b>180–190 passi al minuto</b><span style="font-weight: 400;"> è considerato ideale per ridurre il tempo di contatto con il suolo e diminuire le forze d’impatto.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Strumenti come metronomi o app dedicate possono aiutare a trovare e mantenere la frequenza corretta.</span></li>
</ul>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Riduzione dell’impatto:</b></li>
</ul>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Atterrare in modo “silenzioso” aiuta a moderare la forza di rimbalzo.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Scarpe con indice minimalista (basso </span><b>drop</b><span style="font-weight: 400;">, suola flessibile e leggera) favoriscono un appoggio più morbido e consentono al piede di adattarsi al terreno.</span></li>
</ul>
</li>
</ul>
<p><b>Nota:</b><span style="font-weight: 400;"> non esiste un “appoggio universale”: ogni runner può avvertire maggiore comfort e stabilità con uno stile leggermente diverso. L’importante è che la tecnica prescelta non provochi dolori o fastidi.</span> <!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="conclusioni">Conclusioni</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Correre in modo sicuro ed efficace richiede solo qualche accorgimento di base:</span></p>
<ol>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Non demonizzare l’attività:</b><span style="font-weight: 400;"> la corsa, se praticata con gradualità, rafforza schiena e articolazioni.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Programmare lo stretching:</b><span style="font-weight: 400;"> dinamico prima della sessione, statico dopo o in momenti separati.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Scegliere l’ambiente di allenamento:</b><span style="font-weight: 400;"> tapis roulant per controllo e praticità, corsa all’aperto per varietà e stimoli naturali.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Curare la cadenza:</b><span style="font-weight: 400;"> tra 180 e 190 passi al minuto e scarpe adeguate per ridurre impatto e affaticamento.</span></li>
</ol>
<p><span style="font-weight: 400;">Se, nonostante questi consigli, dovessero insorgere dolori persistenti o fastidi di entità rilevante, è opportuno rivolgersi a un professionista (fisioterapista o medico dello sport) per una valutazione personalizzata. Buona corsa!</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Hai bisogno di una valutazione personalizzata?</span><span style="font-weight: 400;"><br />
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<p><span style="font-weight: 400;">📍</span><span style="font-weight: 400;"><a href="https://www.sportclinic.it/contatti/"> Prenota</a> la tua visita e torna a camminare con serenità.</span> <!-- end column --> <!-- end row --></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Rottura del Tendine d’Achille: il percorso di recupero</title>
		<link>https://www.sportclinic.it/rottura-tendine-achille-percorso-recupero/</link>
					<comments>https://www.sportclinic.it/rottura-tendine-achille-percorso-recupero/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniel Vittori]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jun 2025 10:44:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportclinic.it/?p=5970</guid>

					<description><![CDATA[<p>La rottura del tendine d’Achille è un infortunio frequente soprattutto tra sportivi e persone attive, ma può colpire chiunque.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sportclinic.it/rottura-tendine-achille-percorso-recupero/">Rottura del Tendine d’Achille: il percorso di recupero</a> proviene da <a href="https://www.sportclinic.it">Sport Clinic</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">La </span><b>rottura del tendine d’Achille</b><span style="font-weight: 400;"> è un infortunio frequente soprattutto tra sportivi e persone attive, ma può colpire chiunque. Si tratta della lacerazione parziale o completa del tendine che collega il muscolo del polpaccio al calcagno, rendendo difficoltosi o impossibili la flessione plantare e la normale deambulazione. Questo articolo, pensato per un pubblico di non esperti, spiega in modo chiaro e strutturato:</span></p>
<ul>
<li><b>Cos’è successo?</b></li>
<li><b>Come si diagnostica?</b></li>
<li><b>Come si guarisce?</b></li>
<li><b>Quanto tempo ci vuole?</b></li>
<li><b>Come funziona la riabilitazione?</b></li>
</ul>
<p><!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="cose-successo">Cos’è successo?</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Il tendine d’Achille è il più robusto del corpo umano, ma anche soggetto a elevate sollecitazioni:</span></p>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Meccanismo d’infortunio:</b></li>
</ul>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><b>Scatto</b><span style="font-weight: 400;">, salto o cambi di direzione.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><b>Microtraumi</b><span style="font-weight: 400;"> ripetuti nel tempo che indeboliscono le fibre tendinee, fino alla rottura.</span></li>
</ul>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Tipologie di lesione:</b></li>
</ul>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><b>Parziale:</b><span style="font-weight: 400;"> alcune fibre si lesionano, spesso accompagnato da dolore acuto e gonfiore.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><b>Completa:</b><span style="font-weight: 400;"> separazione totale del tendine, con sensazione di “colpo secco” e incapacità di spingere con la punta del piede.</span></li>
</ul>
</li>
<li><b>Segni e sintomi principali</b>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Sensazione di scoppio</b><span style="font-weight: 400;"> o “calcio” ricevuto da dietro.</span></li>
</ul>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Gonfiore e lividi</b><span style="font-weight: 400;"> nell’area del tendine.</span></li>
</ul>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Difficoltà o impossibilità</b><span style="font-weight: 400;"> a camminare normalmente, soprattutto a spingersi in punta di piedi.</span></li>
</ul>
</li>
</ul>
<p><!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="come-si-diagnostica">Come si diagnostica?</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">La diagnosi precoce è essenziale per programmare il percorso di recupero più adatto:</span></p>
<p><b>1- Anamnesi e esame obiettivo:</b></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Il medico attraverso la palpazione del polpaccio valuta il movimento del piede. In caso di lesione completa il piede non si muoverà in risposta allo squising (segno di Thompson).</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Valutazione della forza muscolare e del range di movimento.</span></li>
</ul>
<p><!-- end column --> <!-- end column --> <!-- end row --><b>2- Diagnostica per immagini:</b></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><b>Ecografia muscolo-tendinea:</b><span style="font-weight: 400;"> utile per valutare la lesione tendinea.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><b>Risonanza magnetica (RM):</b><span style="font-weight: 400;"> fornisce immagini dettagliate e consente di pianificare un intervento chirurgico nei casi più complessi.</span></li>
</ul>
<p><iframe loading="lazy" title="Rottura tendine d&#039;Achille" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/JMW_TywIS18?feature=oembed&#038;enablejsapi=1&#038;origin=https://sportclinic.formabilitycpp.com"  allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p><!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="come-si-guarisce">Come si guarisce?</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Il trattamento dipende da età, livello di attività fisica e tipo di rottura:</span></p>
<p><b>Opzione conservativa</b></p>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Indicata per:</b></li>
</ul>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Lesioni parziali o soggetti a basso fabbisogno funzionale.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Pazienti con controindicazioni chirurgiche.</span></li>
</ul>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Approccio:</b></li>
</ul>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><b>Immobilizzazione:</b><span style="font-weight: 400;"> stabilizzazione del piede in equinismo (punta in basso) con tutori o gessi per 6–8 settimane.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><b>Progressiva riduzione dell’inclinazione:</b><span style="font-weight: 400;"> adattamento a una posizione più neutra per favorire la guarigione in approssimazione.</span></li>
</ul>
</li>
<li><b>Opzione chirurgica</b>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Indicata per:</b></li>
</ul>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><span style="font-weight: 400;">Rotture complete, specialmente in sportivi e soggetti giovani.</span></li>
</ul>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Approccio:</b></li>
</ul>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><b>Sutura diretta:</b><span style="font-weight: 400;"> avvicinamento e sutura delle due estremità tendinee.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><b>Tecniche percutanee o mini-invasive:</b><span style="font-weight: 400;"> riducono il rischio di complicanze cutanee.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><b>Immobilizzazione post-operatoria</b><span style="font-weight: 400;"> simile al trattamento conservativo, ma spesso con tempi leggermente più rapidi per il carico.</span></li>
</ul>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p><!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="quanto-tempo-ci-vuole">Quanto tempo ci vuole?</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Il percorso di recupero varia in base al tipo di trattamento e al grado di lesione:</span></p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td><b>Fase</b></td>
<td><b>Conservativa</b></td>
<td><b>Chirurgica</b></td>
</tr>
<tr>
<td><b>Immobilizzazione</b></td>
<td><span style="font-weight: 400;">6–8 settimane</span></td>
<td><span style="font-weight: 400;">4–6 settimane</span></td>
</tr>
<tr>
<td><b>Inizio carico protetto</b></td>
<td><span style="font-weight: 400;">dopo 4–6 settimane</span></td>
<td><span style="font-weight: 400;">dopo 2–4 settimane</span></td>
</tr>
<tr>
<td><b>Carico completo</b></td>
<td><span style="font-weight: 400;">8–10 settimane</span></td>
<td><span style="font-weight: 400;">6–8 settimane</span></td>
</tr>
<tr>
<td><b>Ripresa attività motoria</b></td>
<td><span style="font-weight: 400;">12–16 settimane</span></td>
<td><span style="font-weight: 400;">10–14 settimane</span></td>
</tr>
<tr>
<td><b>Ritorno allo sport</b></td>
<td><span style="font-weight: 400;">4–6 mesi</span></td>
<td><span style="font-weight: 400;">3–5 mesi</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Nota:</b><span style="font-weight: 400;"> i tempi possono subire variazioni in base all’età, alla compliance del paziente e alla presenza di eventuali complicanze (rigidità articolare, tendinite, problematiche cicatriziali).</span> <!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="come-funziona-la-riabilitazione">Come funziona la riabilitazione?</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">La riabilitazione è fondamentale per ripristinare forza, flessibilità e funzionalità:</span></p>
<p><b>Fase protetta (0–6 settimane)</b></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><b>Obiettivi:</b><span style="font-weight: 400;"> proteggere la riparazione tendinea, prevenire atrofia muscolare e complicanze vascolari.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><b>Interventi:</b><span style="font-weight: 400;"> mobilizzazione attiva-assistita delle dita del piede, rinforzo isometrico del polpaccio senza carico e esercizi di propulsione a carico minimo.</span></li>
</ul>
<p><b>Fase di carico progressivo (6–12 settimane)</b></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><b>Obiettivi:</b><span style="font-weight: 400;"> aumentare gradualmente il carico sul tendine e migliorare la propriocezione.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><b>Interventi:</b><span style="font-weight: 400;"> esercizi con elastici, camminate, cyclette senza resistenza, iniziale stretching del polpaccio.</span></li>
</ul>
<p><b>Fase di potenziamento e rieducazione funzionale (3–4 mesi)</b></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><b>Obiettivi:</b><span style="font-weight: 400;"> recupero completo di forza e tecnica del passo.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><b>Interventi:</b><span style="font-weight: 400;"> squat parziali, affondi, esercizi pliometrici leggeri (salti a piedi uniti), esercizi su superfici instabili.</span></li>
</ul>
<p><b>Ritorno allo sport specifico (4–6 mesi)</b></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><b>Obiettivi:</b><span style="font-weight: 400;"> reinserimento graduale all’attività ad alto impatto, prevenzione delle recidive.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><b>Interventi:</b><span style="font-weight: 400;"> corsa su tapis roulant, esercizi di velocità, cambi di direzione, lavoro di potenza e resistenza.</span></li>
</ul>
<p><!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="conclusioni">Conclusioni</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">La </span><b>rottura del tendine d’Achille</b><span style="font-weight: 400;"> è un infortunio serio ma, se gestito tempestivamente e con un percorso di riabilitazione strutturato, permette un recupero funzionale completo. Comprendere le fasi di diagnosi, trattamento e riabilitazione aiuta a coinvolgere attivamente il paziente nel proprio percorso di guarigione, favorendo un ritorno sicuro alle attività quotidiane e sportive.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.sportclinic.it/rottura-tendine-achille-percorso-recupero/">Rottura del Tendine d’Achille: il percorso di recupero</a> proviene da <a href="https://www.sportclinic.it">Sport Clinic</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Stare seduti “male” non è il problema: sfatiamo il mito della postura perfetta</title>
		<link>https://www.sportclinic.it/postura-scorretta-corretta/</link>
					<comments>https://www.sportclinic.it/postura-scorretta-corretta/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniel Vittori]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 09:47:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportclinic.it/?p=5964</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per anni ci è stato detto che una postura “scorretta” davanti al PC, con la schiena curva o le spalle in avanti, fosse la causa principale del mal di schiena.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sportclinic.it/postura-scorretta-corretta/">Stare seduti “male” non è il problema: sfatiamo il mito della postura perfetta</a> proviene da <a href="https://www.sportclinic.it">Sport Clinic</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Per anni ci è stato detto che una postura “scorretta” davanti al PC, con la schiena curva o le spalle in avanti, fosse la causa principale del mal di schiena. Ma cosa succede se ti dicessi che questa convinzione è stata messa fortemente in discussione dalla scienza più recente?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un gruppo di ricercatori guidato dal fisioterapista e professore </span><b>Peter O’Sullivan</b><span style="font-weight: 400;">, tra i maggiori esperti internazionali di dolore cronico, ha mostrato che </span><b>non esiste una postura “giusta” o “sbagliata” valida per tutti</b><span style="font-weight: 400;">. Il vero fattore chiave? Il nostro </span><b>comportamento</b><span style="font-weight: 400;">, la nostra </span><b>percezione del dolore</b><span style="font-weight: 400;"> e il nostro </span><b>stile di vita</b><span style="font-weight: 400;">.</span> <!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="addio-alla-postura-perfetta">Addio alla postura “perfetta”?</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Secondo quanto riportato da </span><i><span style="font-weight: 400;">The Guardian</span></i><span style="font-weight: 400;"> in un&#8217;intervista con O’Sullivan, </span><b>le posture considerate “scorrette” non causano automaticamente dolore</b><span style="font-weight: 400;">. Alcune persone stanno sedute per ore con la schiena curva e non provano alcun disagio, mentre altre mantengono posture impeccabili e soffrono comunque di dolore cronico.</span></p>
<p><b>Il problema non è come ci sediamo, ma per quanto tempo rimaniamo fermi nella stessa posizione.</b><span style="font-weight: 400;"> La sedentarietà, il carico mentale, la mancanza di sonno e lo stress hanno un impatto molto più importante sulla nostra salute muscolo-scheletrica rispetto all’angolo tra le nostre scapole.</span> <!-- end column --> <!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="movimento-non-perfezione">Movimento, non perfezione</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">La raccomandazione attuale è quella di </span><b>muoversi spesso e variare la propria postura</b><span style="font-weight: 400;"> durante la giornata. Alzarsi ogni 30–60 minuti, cambiare posizione, fare stretching o una breve camminata ha effetti più benefici che rimanere “perfettamente seduti” per ore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">O’Sullivan stesso incoraggia ad </span><b>ascoltare il proprio corpo</b><span style="font-weight: 400;">, a non temere di assumere posizioni più rilassate o spontanee, e soprattutto a non colpevolizzarsi per come ci si siede.</span></p>
<p> <!-- end column --></p>
<h2 id="un-nuovo-approccio-al-mal-di-schiena">Un nuovo approccio al mal di schiena</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa visione rivoluziona l’idea classica dell’ergonomia. Certo, una sedia comoda, un monitor ben posizionato e una buona organizzazione dello spazio restano utili, ma </span><b>non sono soluzioni miracolose</b><span style="font-weight: 400;">. L’efficacia viene dal bilanciamento tra:</span></p>
<ul>
<li><b>Attività fisica regolare</b></li>
<li><b>Gestione dello stress</b></li>
<li><b>Abitudine a variare posizione</b></li>
<li><b>Relazione positiva con il proprio corpo</b></li>
</ul>
<p> <!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="cosa-fare-se-provi-dolore">Cosa fare se provi dolore?</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Se avverti mal di schiena o tensioni cervicali nonostante tutto, potrebbe essere utile </span><b>consultare un fisioterapista specializzato nel trattamento del dolore persistente</b><span style="font-weight: 400;">, piuttosto che inseguire correzioni posturali estreme. Spesso, un approccio globale (che includa anche aspetti psicologici e sociali) porta a risultati più duraturi e meno frustranti.</span> <!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="conclusioni">Conclusioni</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Non serve sedersi come una statua di marmo. </span><b>La postura migliore è quella che cambia spesso.</b><b><br />
</b><span style="font-weight: 400;"> Smettiamo di demonizzare il nostro corpo e iniziamo a fidarci del fatto che può adattarsi e funzionare bene anche senza essere “perfettamente allineato”.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Mal di schiena: cos’è e come si cura</title>
		<link>https://www.sportclinic.it/mal-di-schiena-cause-e-cura/</link>
					<comments>https://www.sportclinic.it/mal-di-schiena-cause-e-cura/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniel Vittori]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 May 2025 11:11:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportclinic.it/?p=5960</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il mal di schiena è definito come un dolore localizzato tra l'arcata costale inferiore e la parte posteriore della coscia.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Il </span><b>mal di schiena</b><span style="font-weight: 400;"> è definito come un </span><b>dolore localizzato tra l&#8217;arcata costale inferiore e la parte posteriore della coscia</b><span style="font-weight: 400;">. Può manifestarsi in forme lievi, moderate o acute e influire sulla qualità della vita quotidiana.</span> <!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="una-condizione-molto-diffusa">Una condizione molto diffusa</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Il mal di schiena rappresenta la </span><b>più comune condizione muscolo-scheletrica</b><span style="font-weight: 400;"> nella popolazione generale. Si stima che </span><b>circa l&#8217;80% delle persone</b><span style="font-weight: 400;"> sperimenterà almeno un episodio di mal di schiena nel corso della propria vita.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È più frequente:</span></p>
<ul>
<li aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Tra i </span><b>45 e i 55 anni</b><span style="font-weight: 400;">,</span></li>
</ul>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Nelle </span><b>donne</b><span style="font-weight: 400;">, più che negli uomini.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa condizione può influire sul benessere fisico, ma anche sulle attività quotidiane, sul lavoro e sulla qualità della vita.</span> <!-- end column --> <!-- end column --> <!-- end row --></p>
<p><iframe loading="lazy" title="Mal di schiena: cos&#039;è e come si cura" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/Ato51r26v38?feature=oembed&#038;enablejsapi=1&#038;origin=https://sportclinic.formabilitycpp.com"  allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<h2 id="non-sempre-e-una-patologia-grave">Non sempre è una patologia grave</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Un aspetto fondamentale da sottolineare è che </span><b>la maggior parte dei casi di mal di schiena non è legata a danni strutturali importanti</b><span style="font-weight: 400;"> o patologie specifiche della colonna vertebrale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella maggior parte dei casi, non vi è:</span></p>
<ul>
<li><span style="font-weight: 400;">Una </span><b>lesione</b><span style="font-weight: 400;"> evidente,</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">Una </span><b>patologia grave</b><span style="font-weight: 400;"> diagnosticabile,</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">Un </span><b>danno strutturale</b><span style="font-weight: 400;"> permanente.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Per questo motivo, </span><b>gli approfondimenti diagnostici (come radiografie o risonanze magnetiche) non sono sempre necessari</b><span style="font-weight: 400;">, a meno che non vengano indicati a seguito di una <a href="https://www.sportclinic.it/#">valutazione medica specialistica.</a></span> <!-- end column --></p>
<h2 id="prognosi-favorevole">Prognosi favorevole</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Il mal di schiena ha generalmente una </span><b>prognosi positiva</b><span style="font-weight: 400;">. Se gestito in modo corretto, tende a </span><b>regredire spontaneamente</b><span style="font-weight: 400;">nel giro di </span><b>4-12 settimane</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La chiave sta nella </span><b>gestione attiva del dolore</b><span style="font-weight: 400;"> e nella </span><b>prevenzione delle recidive</b><span style="font-weight: 400;"> attraverso strategie efficaci e mirate.</span> <!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="strategie-efficaci-per-la-gestione-del-mal-di-schiena">Strategie efficaci per la gestione del mal di schiena</h2>
<ol>
<li><b> Educazione del paziente</b></li>
</ol>
<p><span style="font-weight: 400;">Una delle principali strategie raccomandate dalla letteratura scientifica è l&#8217;</span><b>educazione terapeutica</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il fisioterapista ha un ruolo chiave nell&#8217;’informare il paziente su:</span></p>
<ul>
<li><span style="font-weight: 400;">La </span><b>natura benigna</b><span style="font-weight: 400;"> della condizione nella maggior parte dei casi,</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">Il </span><b>significato del dolore</b><span style="font-weight: 400;">, che </span><b>non sempre corrisponde a un danno</b><span style="font-weight: 400;"> fisico,</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">Le </span><b>modalità più sicure ed efficaci</b><span style="font-weight: 400;"> per affrontare le attività quotidiane.</span></li>
</ul>
<p><iframe loading="lazy" title="Mal di schiena: le giuste strategie" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/81Yph-3eLBU?feature=oembed&#038;enablejsapi=1&#038;origin=https://sportclinic.formabilitycpp.com"  allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p><!-- end column --> <!-- end row --> <!-- end column --> <!-- end row --></p>
<ol start="2">
<li><b> Il dolore non è sempre un segnale di peggioramento</b></li>
</ol>
<p><span style="font-weight: 400;">Un concetto importante da comprendere è che </span><b>il dolore non sempre corrisponde a un danno</b><span style="font-weight: 400;">. In molte situazioni, il dolore può essere legato a meccanismi di protezione, stress, tensioni muscolari o alterazioni della percezione da parte del sistema nervoso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per questo motivo, anche in presenza di un aumento dei sintomi, </span><b>non bisogna necessariamente temere un peggioramento strutturale</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<ol start="3">
<li><b> Mantenersi attivi è fondamentale</b></li>
</ol>
<p><b>Non esistono attività vietate</b><span style="font-weight: 400;"> in assoluto. Al contrario, </span><b>il riposo prolungato è sconsigliato</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È più efficace e sicuro:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Continuare le attività quotidiane,</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Adattarle momentaneamente in base alla tolleranza al dolore,</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Riprendere gradualmente ciò che si era evitato, mantenendo un </span><b>dolore sopportabile</b><span style="font-weight: 400;">.</span></li>
</ul>
<ol start="4">
<li><b> Esercizio terapeutico</b></li>
</ol>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;’</span><b>esercizio terapeutico</b><span style="font-weight: 400;"> è una delle strategie più efficaci per gestire il mal di schiena. Ha molteplici benefici:</span></p>
<ul>
<li><b>Riduce il dolore</b><span style="font-weight: 400;">,</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">Migliora la </span><b>mobilità e la funzionalità</b><span style="font-weight: 400;">,</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">Rinforza la muscolatura di supporto,</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">Promuove un </span><b>ritorno graduale alle attività fisiche</b><span style="font-weight: 400;"> e sportive.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Esempi di esercizi possono includere:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Mobilizzazioni dolci della colonna,</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Rinforzo del core (muscoli addominali e lombari),</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Allungamento muscolare,</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Attività aerobiche leggere come la camminata.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutto il percorso viene </span><b>personalizzato</b><span style="font-weight: 400;"> in base alla condizione clinica e alla risposta del paziente.</span></p>
<ol start="5">
<li><b> Obiettivo: tornare alla normalità</b></li>
</ol>
<p><span style="font-weight: 400;">Il fine del trattamento non è solo la riduzione del dolore, ma soprattutto </span><b>il ritorno alle attività abituali</b><span style="font-weight: 400;">. Questo significa:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Tornare a muoversi con tranquillità,</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Riprendere l&#8217;attività sportiva se lo si desidera,</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Affrontare le giornate con più serenità.</span></li>
</ul>
<p><!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="quando-rivolgersi-a-uno-specialista">Quando rivolgersi a uno specialista</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">In alcuni casi, è utile consultare un fisioterapista o un medico specialista, soprattutto se:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Il dolore persiste oltre le 4-6 settimane,</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Si avvertono </span><b>sintomi neurologici</b><span style="font-weight: 400;"> (formicolii, debolezza, perdita di sensibilità),</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Si sono già avuti episodi ricorrenti di mal di schiena,</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Il dolore limita fortemente le attività quotidiane.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Un professionista saprà valutare la situazione e impostare un programma riabilitativo adeguato.</span> <!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="conclusioni">Conclusioni</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Il mal di schiena è una condizione molto comune e nella maggior parte dei casi </span><b>non rappresenta una patologia grave</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Grazie a un approccio attivo che combina </span><b>educazione, movimento ed esercizio terapeutico</b><span style="font-weight: 400;">, è possibile ottenere un recupero efficace e duraturo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il primo passo è comprendere che </span><b>muoversi è parte della cura</b><span style="font-weight: 400;"> e non del problema. Affidarsi a professionisti qualificati può fare la differenza nel prevenire le ricadute e migliorare il benessere complessivo.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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</span><span style="font-weight: 400;">✅</span><span style="font-weight: 400;"> Trattamenti avanzati </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">📍</span><span style="font-weight: 400;"><a href="https://www.sportclinic.it/contatti/"> Prenota</a> la tua visita e torna a camminare con serenità.</span> <!-- end column --> <!-- end row --></p>
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		<title>Inibizione muscolare artrogenica: cos’è, sintomi e soluzioni efficaci</title>
		<link>https://www.sportclinic.it/inibizione-muscolare-artrogenica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniel Vittori]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2025 09:10:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Hai subito un intervento chirurgico al ginocchio o hai riportato un trauma e ora hai difficoltà ad attivare correttamente il quadricipite? Potresti essere in presenza di una condizione chiamata inibizione muscolare artrogenica (AMI).</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Hai subito un </span><b>intervento chirurgico al ginocchio</b><span style="font-weight: 400;"> o hai riportato un </span><b>trauma</b><span style="font-weight: 400;"> e ora hai difficoltà ad </span><b>attivare correttamente il quadricipite</b><span style="font-weight: 400;">?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Potresti essere in presenza di una condizione chiamata </span><b>inibizione muscolare artrogenica (AMI)</b><span style="font-weight: 400;">.</span> <!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="cose-linibizione-muscolare-artrogenica-ami">Cos&#8217;è l&#8217;inibizione muscolare artrogenica (AMI)?</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;inibizione muscolare artrogenica è un </span><b>fenomeno neurofisiologico</b><span style="font-weight: 400;"> che si verifica in seguito a </span><b>traumi articolari</b><span style="font-weight: 400;">, </span><b>chirurgia</b><span style="font-weight: 400;"> o </span><b>processi infiammatori</b><span style="font-weight: 400;"> che coinvolgono l&#8217;articolazione, in particolare quella del ginocchio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa condizione compromette la </span><b>capacita del sistema nervoso</b><span style="font-weight: 400;"> di attivare il muscolo quadricipite in maniera volontaria e completa, anche se il muscolo è anatomicamente integro.</span> <!-- end column --> <!-- end column --> <!-- end row --></p>
<p><iframe loading="lazy" title="Inibizione muscolare artrogenica: cos&#039;è" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/5yasZuB3cXo?feature=oembed&#038;enablejsapi=1&#038;origin=https://sportclinic.formabilitycpp.com"  allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<h2 id="quali-sono-le-cause">Quali sono le cause?</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;AMI si sviluppa a causa di:</span></p>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Dolore articolare</b><span style="font-weight: 400;">,</span></li>
</ul>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Gonfiore (versamento articolare)</b><span style="font-weight: 400;">,</span></li>
</ul>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Perdita temporanea della funzione dei recettori propriocettivi articolari</b><span style="font-weight: 400;"> (come i meccanorecettori).</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Questi elementi generano una </span><b>risposta inibitoria</b><span style="font-weight: 400;"> a livello del </span><b>midollo spinale</b><span style="font-weight: 400;"> e della </span><b>corteccia cerebrale</b><span style="font-weight: 400;">, che riduce o blocca il normale reclutamento muscolare del quadricipite.</span> <!-- end column --></p>
<h2 id="perche-e-un-meccanismo-fisiologico">Perché è un meccanismo fisiologico?</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;inibizione muscolare artrogenica ha, inizialmente, una </span><b>funzione protettiva</b><span style="font-weight: 400;">. Il corpo cerca di </span><b>limitare l&#8217;attivazione del quadricipite</b><span style="font-weight: 400;"> per:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Ridurre la pressione sull&#8217;articolazione danneggiata,</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Prevenire ulteriori lesioni o stress sui tessuti articolari coinvolti.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Tuttavia, se questo meccanismo </span><b>perdura nel tempo</b><span style="font-weight: 400;">, può ostacolare seriamente il recupero completo della funzionalità del ginocchio.</span> <!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="quali-sono-le-conseguenze-se-non-viene-trattata">Quali sono le conseguenze se non viene trattata?</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Un&#8217;AMI non trattata può portare a:</span></p>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Deficit permanente di reclutamento muscolare</b><span style="font-weight: 400;">,</span></li>
</ul>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Ridotta forza e controllo motorio del quadricipite</b><span style="font-weight: 400;">,</span></li>
</ul>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Instabilità funzionale del ginocchio</b><span style="font-weight: 400;">, con episodi ricorrenti di </span><b>cedimenti</b><span style="font-weight: 400;">,</span></li>
</ul>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Dolore persistente</b><span style="font-weight: 400;">, legato alla meccanica alterata del movimento.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Inoltre, il deficit muscolare del quadricipite può influenzare negativamente le attività quotidiane, come salire le scale, camminare, alzarsi da una sedia, compromettendo la </span><b>qualità della vita</b><span style="font-weight: 400;">.</span> <!-- end column --> <!-- end row --> <!-- end column --> <!-- end row --></p>
<p><iframe loading="lazy" title="Il trattamento dell&#039;inibizione muscolare artrogenica" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/0TTAY6IjhNQ?feature=oembed&#038;enablejsapi=1&#038;origin=https://sportclinic.formabilitycpp.com"  allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<h2 id="come-si-interviene-sullinibizione-muscolare-artrogenica">Come si interviene sull&#8217;inibizione muscolare artrogenica?</h2>
<ol>
<li><b> Esercizio terapeutico</b></li>
</ol>
<p><span style="font-weight: 400;">È la </span><b>strategia più efficace</b><span style="font-weight: 400;"> per affrontare e risolvere l&#8217;inibizione muscolare artrogenica. Il movimento guidato e personalizzato consente di:</span></p>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Rieducare il sistema nervoso centrale</b><span style="font-weight: 400;"> all&#8217;attivazione muscolare,</span></li>
</ul>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Rinforzare progressivamente il quadricipite,</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Recuperare equilibrio, coordinazione e funzionalità.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Esempi di esercizi utili (da eseguire sotto la supervisione di un fisioterapista):</span></p>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Contrazioni isometriche del quadricipite</b><span style="font-weight: 400;">,</span></li>
</ul>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Elevazione della gamba estesa in posizione supina</b><span style="font-weight: 400;">,</span></li>
</ul>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Estensioni del ginocchio contro resistenza</b><span style="font-weight: 400;">,</span></li>
</ul>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Esercizi propriocettivi</b><span style="font-weight: 400;"> su superfici instabili.</span></li>
</ul>
<ol start="2">
<li><b> Crioterapia pre-seduta</b></li>
</ol>
<p><span style="font-weight: 400;">Numerosi studi hanno dimostrato che </span><b>30 minuti di crioterapia (applicazione di ghiaccio)</b><span style="font-weight: 400;"> a livello del ginocchio, </span><b>prima della seduta di esercizi</b><span style="font-weight: 400;">, favoriscono un </span><b>aumento dell&#8217;attivazione volontaria del quadricipite</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La crioterapia agisce riducendo:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Il gonfiore articolare,</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Il dolore,</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">L&#8217;attività dei meccanismi inibitori spinali.</span></li>
</ul>
<ol start="3">
<li><b> Cross Education</b></li>
</ol>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando non è ancora possibile allenare direttamente l&#8217;arto leso, si può ricorrere alla strategia chiamata </span><b>&#8220;Cross Education&#8221;</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa tecnica si basa su un principio neurologico: </span><b>allenare l&#8217;arto sano</b><span style="font-weight: 400;"> (controlaterale rispetto a quello infortunato) produce </span><b>effetti benefici anche sull&#8217;arto leso</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In particolare, si osservano:</span></p>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Miglioramento della forza muscolare anche nell&#8217;arto non allenato</b><span style="font-weight: 400;">,</span></li>
</ul>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Stimolazione dei circuiti motori corticali</b><span style="font-weight: 400;">,</span></li>
</ul>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Riduzione dell&#8217;inibizione centrale</b><span style="font-weight: 400;">.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Esempi di esercizi con Cross Education:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Estensioni del ginocchio con l&#8217;arto sano,</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Leg press unilaterale,</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Isometrie prolungate del quadricipite controlaterale.</span></li>
</ul>
<ol start="4">
<li><b> Stimolazione elettrica neuromuscolare (NMES)</b></li>
</ol>
<p><span style="font-weight: 400;">In alcuni casi, viene utilizzata la </span><b>stimolazione elettrica neuromuscolare</b><span style="font-weight: 400;"> per facilitare l&#8217;attivazione del quadricipite. Gli elettrodi vengono applicati direttamente sul muscolo per:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Stimolarne la contrazione,</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Rinforzare la connessione tra sistema nervoso e muscolo,</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Favorire il recupero neuromotorio.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa tecnica è spesso utilizzata in combinazione con l&#8217;esercizio attivo.</span> <!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="quando-rivolgersi-a-un-professionista">Quando rivolgersi a un professionista</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Se dopo un trauma o un intervento al ginocchio:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Avverti debolezza persistente,</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Hai difficoltà ad attivare il quadricipite,</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Noti episodi frequenti di cedimento articolare,</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">è fondamentale rivolgersi a un </span><b>fisioterapista specializzato</b><span style="font-weight: 400;">. Solo una valutazione professionale consente di:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Identificare con precisione l&#8217;eventuale presenza di AMI,</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Impostare un piano di recupero personalizzato,</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Monitorare i progressi e prevenire le recidive.</span></li>
</ul>
<p><!-- end column --> <!-- end row --></p>
<h2 id="conclusioni">Conclusioni</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;inibizione muscolare artrogenica è una condizione comune ma spesso sottovalutata dopo interventi o traumi al ginocchio. Si tratta di un meccanismo inizialmente protettivo, ma che </span><b>va affrontato e superato</b><span style="font-weight: 400;"> per garantire un </span><b>recupero funzionale completo</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Grazie a strategie come l&#8217;esercizio terapeutico, la crioterapia e la cross education, è possibile </span><b>ripristinare l&#8217;attivazione muscolare</b><span style="font-weight: 400;">, prevenire l&#8217;instabilità articolare e </span><b>favorire un ritorno sicuro alle attività quotidiane e sportive</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Rivolgersi a professionisti qualificati è il modo migliore per recuperare in sicurezza e in modo efficace.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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