Prima di avventurarsi in una vasta varietà di esercizi è necessario che il paziente prenda coscienza di alcuni principi fondamentali, sarà quindi un lavoro iniziale di percezione e apprendimento a guidare le prime sedute. Una corretta respirazione durante gli esercizi aiuta a rilassare i muscoli e ad evitare inutili tensioni. La maggior parte di noi non sa respirare o almeno non conosce le capacità di espansione del torace. Se da supini respiriamo superficialmente lavorano più i muscoli accessori e questo crea tensione nella zona del collo e delle spalle; se respiriamo con la cavità addominale bassa i muscoli addominale si rilassano e questo non protegge la parte bassa della schiena. Difficilmente respiriamo espandendo il torace lateralmente, ciò fa sì che si attivino i muscoli trasversi e obliqui che sono importanti stabilizzatori profondi del tronco. Solitamente la maggiore parte delle persone presenta un’anteposizione delle spalle e scapole poco mobili. La loro stabilizzazione è essenziale per più motivi: riduce la tensione a livello del collo, evita di sovraccaricare durante lo sforzo la zona anteriore dei muscoli pettorali e delle spalle e facilita l’allungamento della colonna. Ogni esercizio dovrà essere preceduto dal corretto posizionamento, eviteremo così di provocare danni all’apparato muscolo-scheletrico.

Gli esercizi saranno proposti in step progressivi: si parte dalle capacità iniziali del paziente aumentando via via la difficoltà e l’impegno dei sistemi coinvolti, questo vale per tutti gli esercizi siano essi di rinforzo, di stretching, di mobilizzazione e di coordinazione ed equilibrio.

Perché un esercizio riesca ad avere un’azione diretta sull’osso, è necessario che proponga un carico crescente, altrimenti il suo effetto sul metabolismo osseo è nullo. Alla luce delle ultime Linee Guida proposte dall’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e adottate dalle varie Società che operano nel campo sanitario l’obiettivo primario dell’attività fisica rivolta ai pazienti con osteoporosi è la prevenzione delle cadute e quindi delle fratture più che l’aumento della massa ossea; nonostante ciò alcuni studi confermano che là dove l’osso è stimolato dall’azione muscolare mostra un incremento della sua massa. Studi dimostrano che soggetti con forti muscoli estensori del tronco hanno maggiore densità ossea della colonna ed un rischio di frattura molto inferiore. E’ ormai dimostrato inoltre che i benefici ottenuti con l’attività fisica cessano con l’interruzione della stessa. Il programma di esercizi dovrà quindi essere impostato su tempi a lungo termine.

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