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Si definisce incontinenza urinaria la perdita di urine in tempi e luoghi socialmente inadeguati.
E’ un disturbo frequente, spesso sottovalutato, che condiziona la qualità di vita di molte donne giovani e meno giovani.
Secondo la International Continence Society la perdita di urina è classificata come incontinenza da urgenza quando la perdita è preceduta da un intenso e non controllabile stimolo alla minzione. Incontinenza da sforzo quando la perdita di urina è conseguente ad un sforzo come tossire, correre o sollevare pesi.
Incontinenza mista, cioè da sforzo e da urgenza.
Molti sono i fattori che possono concorrere alla sua insorgenza : infezioni urinarie, il parto, il prolasso degli organi pelvici, la tosse cronica, la menopausa, l’obesità ed altro.
Il trattamento dell’incontinenza urinaria ha come obiettivo il recupero del controllo della muscolatura pelvica e delle basse vie urinarie.
Le tecniche a disposizione sono la Chinesiterapia Attiva che si avvale di esercizi di contrazione e rilassamento e la terapia comportamentale che insieme sono il trattamento di elezione.
Il biofeedback mediante l’utilizzo di appositi strumenti permette di concretare in modo oggettivo la validità delle contrazioni.
La Stimolazione Elettrica Funzionale nel caso che la paziente non sia in grado di contrarre volontariamente e in modo adeguato i muscoli perineali.
La riabilitazione uro-genitale trova valida applicazione nella prevenzione dell’incontinenza urinaria.
In menopausa può sopperire ai problemi legati alla carenza estrogenica, mantenendo un buon tono dei muscoli pelvici in quando “sospensori” degli organi pelvici.
Nel post partum, la fuoriuscita del feto si accompagna a sfiancamento dei muscoli del pavimento pelvico che perdono tono ed elasticità contrattile. Quindi una riabilitazione precoce può favorire un buon recupero di queste strutture.
Come trattamento preventivo in previsione di interventi chirurgici per l’incontinenza da sforzo più grave.
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